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Anno VI - 2010

"Notizie dalla Terra Santa"

 

Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione.

Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.

Tarpley a Russia Today:

l’attentato fallito di Detroit era un’operazione “false flag”

29 dicembre 2009

Fonte: Webster Tarpley
Traduzione: saigon2k.altervista.org

Sottotitoli video a cura di Gianluca Freda (http://blogghete.blog.dada.net/)

 

Tarpley a Russia Today: Il terrorista psicolabile Nigeriano è l’ennesima operazione della CIA per la promozione propagandistica  dei loro protetti di al-Qaeda nella guerra civile in Yemen

Russia Today, 29 Dicembre 2009 — Tarpley rivela a Russia Today che il caso di Umar Farouk Abdulmutallab non è una questione isolata, ma si tratta piuttosto di uno psicolabile protetto o di un utile idiota usato in modo sistematico dalla comunità d’intelligence USA per una provocazione natalizia progettata per facilitare l’ingerenza degli USA nella guerra civile in Yemen, luogo dove a quanto si dice Umar Farouk è stato addestrato e dove gli è stato dato l’ordigno PETN.

Ad Umar Farouk, figlio di un banchiere, venne negato l’accesso in Gran Gretagna, e venne denunciato a metà Novembre all’Ambasciata USA in Lagos, Nigeria, come probabile terrorista dal suo stesso padre.

Il suo biglietto di sola andata per Detroit è stato acquistato in contanti nel Ghana, e da lì pare sia entrato in Nigeria illegalmente. Ad Amsterdam era assistito all’entrata della Northwest Airlines da un “Indiano ben vestito” che ha spiegato che Umar Farouk era sprovvisto di passaporto. Farouk era in possesso del PETN, la stessa sostanza usata a quanto pare dal ritardato mentale “terrorista delle scarpe”, Richard Reid, nel suo attentato fallito circa otto anni fa.

Nonostante tutto questo, il permesso d’entrata negli USA di Umar Farouk non è mai stato revocato, il suo nome non è mai stato inserito nella lista di chi non può volare, e non è mai stato perquisito per bene. Questi errori straordinari nella normale procedura mostrano che Umar Farouk faceva parte di un’operazione sponsorizzata dalla CIA, che è fruttata ora ben 4 giorni di isteria nei mass media. Obama ha enunciato la sua nuova versione dell’Asse del Male, composta da Afghanistan-Pakistan, Somalia e Yemen. Nello Yemen è in corso una guerra civile fra il governo centrale sostenuto dai Sauditi e i ribelli Sciiti Houthi sostenuti dall’Iran, e questi ultimi son stati bombardati almeno due volte dagli USA in questo mese.

L’obiettivo qui è di far scontrare l’Iran con l’Arabia Saudita, per indebolire sia il governo Iraniano di Achmadinejad, che è filo-Russo, e sia quelle forze Saudite che si sono stancate del loro status di protettorato USA. Gli USA stanno ora sponsorizzando apertamente la riorganizzazione di “al Qaeda” (la legione Musulmana della CIA) nello Yemen, e ciò include il mandare combattenti direttamente da Guantanamo. La nuova entità sintetica promossa dalla CIA è “al Qaeda nella Penisola Araba”, detta anche AQAP, un gruppo di pazzoidi USA, di utili idioti e fanatici che stanno rivendicando il fallito attentato di Umar Farouk. Gli USA sperano di dominare ancor di più lo sbocco del Mar Rosso e del Canale di Suez, e nel frattempo alleggerire la pressione dal distrutto dollaro USA facendo alzare il prezzo del petrolio in un’atmosfera di tensione nella penisola Araba. Il Segretario della Sicurezza Nazionale, Janet Napolitano, ora è diventata Totalitaria a sinistra, e Incompetente a destra. Invece di molestare i viaggiatori, dovrebbe dare le dimissioni o venir licenziata assieme agli altri ufficiali corrotti, balordi o complici dell’amministrazione Obama in questa provocazione “false flag” [Ndr. a "falsa bandiera"].

Fonte originale: http://tarpley.net/2009/12/28/tarpley-on-rt-nigerian-patsy-helps-us-meddling-in-yemen-civil-war/


NOTIZIA APPARSA 10 GIORNI PRIMA DELL'ATTENTATO...

'US fighter jets attack Yemeni fighters'

Mon, 14 Dec 2009 10:30:10 GMT

 

US fighter jets have attacked Yemen's Sa'ada Province, Houthi fighters say.

 

Yemen's Houthi fighters say the US fighter jets have launched 28 attacks on the northwestern province of Sa'ada.
The US has used modern fighter jets and bombers in its offensive against the Yemen fighters, Houthis said in a statement.
According to the statement, the US fighter jets have launched overnight attacks on the Yemeni fighters, Arabic Almenpar website reported.
The development comes as The Daily Telegraph on Sunday reported that the US has sent its special forces to Yemen to train its army.
The reports of the US military intervention in Yemen come as Saudi Arabia is also lending full support to the Yemeni government's crackdown on Yemen's Houthi minority.
Saudi Arabia has launched cross-border ground attacks against Yemeni fighters and its fighter jets have reportedly dropped phosphorus bombs on Yemen's northern areas.
International aid agencies and some UN bodies including United Nations Children's Fund (UNICEF) and UN High Commissioner for Refugees (UNHCR) have voiced concern over the dire condition of the Yemeni civilians who have become the main victims of the conflict in the country.
The United Nations, which according to its charter is set up "to take effective collective measures for the prevention and removal of threats to peace, and for the suppression of acts of aggression or other breaches of the peace," has failed to adopt any concrete measures to help end the bloody war.

 

http://www.presstv.ir/detail.aspx?id=113687&sectionid=351020206

 

 


CORRELATO:

«Come musulmano vivo il dilemma tra liberalismo e estremismo»

I diari online di Faruk «non avevo amici»

Il Washington Post pubblica gli interventi sui social network dell'autore del fallito attentato di Natale

WASHINGTON - Un ragazzo «solo», senza amici e «senza un vero amico islamico» e «senza nessuno con cui parlare». È questo il ritratto che emerge di Umar Farouk Abdulmutallab, il 23enne nigeriano che il giorno di Natale ha tentato di farsi esplodere a bordo di un aereo che stava atterrando a Detroit, dai messaggi inviati, tra il 2005 ed il 2007, ai social network firmandosi come «Farouk 1986». In tutto 300 messaggi che il Washington Post ha rintracciato attraverso Facebook ed una chat islamica, entrambi frequentati con l'obiettivo esplicito di trovare amici.

LIBERALISMO E ESTREMISMO - «Il mio nome è Umar ma puoi chiamarmi Farouk» si legge in un post, ed in un altro «possa Allah ringraziarti per leggere i miei messaggi e premiarti per il tuo aiuto». Insistenti sono le richieste di contatto e di sentire dall'esterno «il vostro parere» sui pensieri messi in rete. Pensieri che vanno dalle normali preoccupazioni di uno studente universitario, i progetti per il futuro e la paura per i test, a qualcosa di più profondo e, con il senno di poi, preoccupante come «il dilemma tra liberalismo e l'estremismo» come musulmano. «Il profeta ha detto che la religione è facile e chiunque cercherà di caricarsi di un peso eccessivo non potrà continuare - scriveva nel 2005, quando aveva 19 anni - così ogni volta che mi rilasso, mi trovo a deviare ed allora devo tornare ad impegnarmi ma poi mi stanco di quello che sto facendo, per esempio memorizzare il Corano, come posso trovare un giusto equilibrio?».

«SONO DEPRESSO»  - I messaggi iniziano nell'ultimo anno in cui Farouk frequenta l'esclusiva boarding school britannica in Togo, periodo a cui si riferiscono i messaggi in cui il ragazzo spiega di non aver «nessuno con cui parlare, con cui consultarsi, nessuno che mi sostiene quando mi sento depresso e solo; non so cosa fare e credo che questa solitudine mi può portare altri problemi». La ragione principale della sua solitudine, spiega Farouk, è la mancanza di amici musulmani. «Io cerco di socializzare con tutti, non creo conflitti, rido e scherzo senza eccedere - scrive in un altro post - mi descriverei come ambizioso e determinato, soprattutto per quanto riguarda la religione: mi impegno a vivere la mia vita quotidiana secondo il Corano e la Sunna al meglio della mia possibilitá». Una devozione che spinge i compagni di scuola a soprannominarlo «Alfa», termine locale per identificare i religiosi islamici. Ma al contempo Farouk ci tiene a descriversi come un ragazzo «che fa sport, legge libri e guarda la tv, sempre però nei limiti concessi dalla religione». È questo l'aspetto che colpisce nei messaggi del ragazzo, lo sforzo di cercare di coinciliare le convinzioni religiose con lo stile di vita occidentale della scuola britannica frequentata.

Fonte : http://www.corriere.it/esteri/09_dicembre_29/farouk-diari-online_d95efd78-f47c-11de-a1b2-00144f02aabe.shtml



Questa pagina : http://www.terrasantalibera.org/tarpley_attentato_detroit.htm

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