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giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.
Tarpley a
Russia Today:
l’attentato
fallito di Detroit era un’operazione “false flag”
Tarpley a Russia Today: Il terrorista psicolabile Nigeriano è
l’ennesima operazione della CIA per la promozione propagandistica dei
loro protetti di al-Qaeda nella guerra civile in Yemen
Russia Today, 29 Dicembre 2009 — Tarpley rivela a Russia Today che il
caso di Umar Farouk Abdulmutallab non è una questione isolata, ma si
tratta piuttosto di uno psicolabile protetto o di un utile idiota usato in
modo sistematico dalla comunità d’intelligence USA per una provocazione
natalizia progettata per facilitare l’ingerenza degli USA nella guerra
civile in Yemen, luogo dove a quanto si dice Umar Farouk è stato
addestrato e dove gli è stato dato l’ordigno PETN.
Ad Umar Farouk, figlio di un banchiere, venne negato l’accesso in Gran
Gretagna, e venne denunciato a metà Novembre all’Ambasciata USA in Lagos,
Nigeria, come probabile terrorista dal suo stesso padre.
Il suo biglietto di sola andata per Detroit è stato acquistato in
contanti nel Ghana, e da lì pare sia entrato in Nigeria illegalmente. Ad
Amsterdam era assistito all’entrata della Northwest Airlines da un
“Indiano ben vestito” che ha spiegato che Umar Farouk era sprovvisto di
passaporto. Farouk era in possesso del PETN, la stessa sostanza usata a
quanto pare dal ritardato mentale “terrorista delle scarpe”, Richard Reid,
nel suo attentato fallito circa otto anni fa.
Nonostante tutto questo, il permesso d’entrata negli USA di Umar Farouk
non è mai stato revocato, il suo nome non è mai stato inserito nella lista
di chi non può volare, e non è mai stato perquisito per bene. Questi
errori straordinari nella normale procedura mostrano che Umar Farouk
faceva parte di un’operazione sponsorizzata dalla CIA, che è fruttata ora
ben 4 giorni di isteria nei mass media. Obama ha enunciato la sua nuova
versione dell’Asse del Male, composta da Afghanistan-Pakistan, Somalia e
Yemen. Nello Yemen è in corso una guerra civile fra il governo centrale
sostenuto dai Sauditi e i ribelli Sciiti Houthi sostenuti dall’Iran, e
questi ultimi son stati bombardati almeno due volte dagli USA in questo
mese.
L’obiettivo qui è di far scontrare l’Iran con l’Arabia Saudita, per
indebolire sia il governo Iraniano di Achmadinejad, che è filo-Russo, e
sia quelle forze Saudite che si sono stancate del loro status di
protettorato USA. Gli USA stanno ora sponsorizzando apertamente la
riorganizzazione di “al Qaeda” (la legione Musulmana della CIA) nello
Yemen, e ciò include il mandare combattenti direttamente da Guantanamo. La
nuova entità sintetica promossa dalla CIA è “al Qaeda nella Penisola
Araba”, detta anche AQAP, un gruppo di pazzoidi USA, di utili idioti e
fanatici che stanno rivendicando il fallito attentato di Umar Farouk. Gli
USA sperano di dominare ancor di più lo sbocco del Mar Rosso e del Canale
di Suez, e nel frattempo alleggerire la pressione dal distrutto dollaro
USA facendo alzare il prezzo del petrolio in un’atmosfera di tensione
nella penisola Araba. Il Segretario della Sicurezza Nazionale, Janet
Napolitano, ora è diventata Totalitaria a sinistra, e Incompetente a
destra. Invece di molestare i viaggiatori, dovrebbe dare le dimissioni o
venir licenziata assieme agli altri ufficiali corrotti, balordi o complici
dell’amministrazione Obama in questa provocazione “false flag” [Ndr.
a "falsa bandiera"].
US fighter jets have attacked Yemen's Sa'ada Province, Houthi
fighters say.
Yemen's Houthi fighters say the
US fighter jets have launched 28 attacks on the northwestern province of
Sa'ada.
The US has used modern fighter jets and bombers in its offensive against
the Yemen fighters, Houthis said in a statement.
According to the statement, the US fighter jets have launched overnight
attacks on the Yemeni fighters, Arabic Almenpar website reported.
The development comes as The Daily Telegraph on Sunday reported that the
US has sent its special forces to Yemen to train its army.
The
reports of the US military intervention in Yemen come as Saudi Arabia
is also lending full support to the Yemeni government's crackdown on
Yemen's Houthi minority.
Saudi Arabia has launched cross-border ground attacks against Yemeni
fighters and its fighter jets have reportedly dropped phosphorus bombs on
Yemen's northern areas.
International aid agencies and some UN bodies including United Nations
Children's Fund (UNICEF) and UN High Commissioner for Refugees (UNHCR)
have voiced concern over the dire condition of the Yemeni civilians who
have become the main victims of the conflict in the country.
The United Nations, which according to its charter is set up "to take
effective collective measures for the prevention and removal of threats to
peace, and for the suppression of acts of aggression or other breaches of
the peace," has failed to adopt any concrete measures to help end the
bloody war.
«Come musulmano vivo il dilemma tra liberalismo e estremismo»
I diari online di Faruk «non avevo amici»
Il Washington Post pubblica gli interventi sui social network
dell'autore del fallito attentato di Natale
WASHINGTON - Un ragazzo «solo», senza amici e «senza un vero amico
islamico» e «senza nessuno con cui parlare». È questo il ritratto che emerge
di Umar Farouk Abdulmutallab, il 23enne nigeriano che il giorno di Natale ha
tentato di farsi esplodere a bordo di un aereo che stava atterrando a
Detroit, dai messaggi inviati, tra il 2005 ed il 2007, ai social network
firmandosi come «Farouk 1986». In tutto 300 messaggi che il Washington
Post ha rintracciato attraverso Facebook ed una chat islamica, entrambi
frequentati con l'obiettivo esplicito di trovare amici.
LIBERALISMO E ESTREMISMO - «Il mio nome è Umar ma puoi chiamarmi
Farouk» si legge in un post, ed in un altro «possa Allah ringraziarti per
leggere i miei messaggi e premiarti per il tuo aiuto». Insistenti sono le
richieste di contatto e di sentire dall'esterno «il vostro parere» sui
pensieri messi in rete. Pensieri che vanno dalle normali preoccupazioni di
uno studente universitario, i progetti per il futuro e la paura per i test,
a qualcosa di più profondo e, con il senno di poi, preoccupante come «il
dilemma tra liberalismo e l'estremismo» come musulmano. «Il profeta ha detto
che la religione è facile e chiunque cercherà di caricarsi di un peso
eccessivo non potrà continuare - scriveva nel 2005, quando aveva 19 anni -
così ogni volta che mi rilasso, mi trovo a deviare ed allora devo tornare ad
impegnarmi ma poi mi stanco di quello che sto facendo, per esempio
memorizzare il Corano, come posso trovare un giusto equilibrio?».
«SONO DEPRESSO» - I messaggi iniziano nell'ultimo anno in cui
Farouk frequenta l'esclusiva boarding school britannica in Togo, periodo a
cui si riferiscono i messaggi in cui il ragazzo spiega di non aver «nessuno
con cui parlare, con cui consultarsi, nessuno che mi sostiene quando mi
sento depresso e solo; non so cosa fare e credo che questa solitudine mi può
portare altri problemi». La ragione principale della sua solitudine, spiega
Farouk, è la mancanza di amici musulmani. «Io cerco di socializzare con
tutti, non creo conflitti, rido e scherzo senza eccedere - scrive in un
altro post - mi descriverei come ambizioso e determinato, soprattutto per
quanto riguarda la religione: mi impegno a vivere la mia vita quotidiana
secondo il Corano e la Sunna al meglio della mia possibilitá». Una devozione
che spinge i compagni di scuola a soprannominarlo «Alfa», termine locale per
identificare i religiosi islamici. Ma al contempo Farouk ci tiene a
descriversi come un ragazzo «che fa sport, legge libri e guarda la tv,
sempre però nei limiti concessi dalla religione». È questo l'aspetto che
colpisce nei messaggi del ragazzo, lo sforzo di cercare di coinciliare le
convinzioni religiose con lo stile di vita occidentale della scuola
britannica frequentata.
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