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 STORIA

 

 Origini del conflitto israelo-palestinese -4-

 

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4

Nascita dello stato ed Espulsione - 1948

Quale fu la reazione araba all'annuncio della creazione dello stato d'Israele?

"Gli eserciti arabi entrarono immediatamente in guerra dopo la creazione dello stato d'Israele. I combattimenti continuarono quasi esclusivamente nel territorio assegnato ai palestinesi ... Circa 700.000 persone furono espulse durante il conflitto". Noam Chomsky, "The Fateful Triangle."

La parte della Palestina assegnata ai sionisti era messa in pericolo dagli eserciti arabi?

"La Lega Araba con difficolta' ordino' ai paesi membri di inviare truppe regolari in Palestina. Ad essi fu ingiunto di operare solo nelle parti della Palestina assegnate agli arabi nel piano di spartizione. Queste truppe non erano ben equipaggiate e mancavano di un comando centrale in grado di coordinarne gli sforzi ... [Il re di Giordania Abdallah] promise [ad Israele ed agli inglesi] che le sue truppe, la Legione Araba, la sola vera forza d'urto nell'esercito arabo, avrebbero evitato di ingaggiare combattimenti con gli insediamenti israeliani ... Eppure, molti storici occidentali lo raccontano come il momento in cui il giovane stato israeliano sbaraglio' gli eserciti di cinque paesi. In realta' fu l'offensiva israeliana contro i palestinesi ad essere intensificata". "Our Roots Are Still Alive," by the Peoples Press Palestine Book Project.

Pulizia etnica della popolazione palestinese

"Joseph Weitz era il direttore dello Jewish National Land Fund ... Il 19 dicembre 1940, scrisse: "Deve essere chiaro che in questo paese non vi e' posto per entrambi i popoli ... L'impresa sionista e' stata efficace nel suo tempo, ed ha contribuito all'acquisto di terre - ma questo non ci portera' allo stato d'Israele; dobbiamo venire tutti insieme, nella maniera della Salvazione (che e' il segreto dell'idea messianica); e non c'e' modo se non attraverso il trasferimento degli arabi da qui ai paesi circostanti, il trasferimento di tutti; tranne forse che Betlemme, Nazareth e Gerusalemme vecchia, non dobbiamo lasciare un singolo villaggio in piedi"... Ci sono, letteralmente, migliaia di affermazioni come questa fatte da sionisti". Edward Said, "The Question of Palestine."

Pulizia etnica

"Dopo il 1936, nessun leader [sionista] riusciva a concepire una futura coesistenza senza che vi fosse una netta separazione fisica con i nativi, possibile solo attraverso l'espulsione ed il "transfer". Pubblicamente, continuavano a parlare di coesistenza e ad attribuire le violenze ad un piccolo numero di zeloti e di agitatori. Ma questa era una posa puramente pubblica ... Ben Gurion riassume cosi': "Con un transfer forzato avremmo una vasta area [per gli insediamenti] ... Io supporto il transfer forzato. Non vi vedo nulla di immorale". storico israeliano Benny Morris, "Righteous Victims."

Pulizia etnica

"Ben Gurion voleva chiaramente che rimanesse il minore numero possibile di arabi nel nuovo stato ebraico. Sperava di vederli via tutti. Lo rivelo' ad amici e colleghi durante gli incontri di agosto, settembre ed ottobre [1948]. Ma non fu annunciata alcuna politica generale di espulsione e Ben Gurion evito' sempre di dare ordini chiari o scritti di espulsione; preferiva che i suoi generali "capissero" cosa lui volesse che fosse fatto. Voleva evitare di passare alla storia come il "grande esecutore di pulizia etnica" e voleva che il governo israeliano non fosse coinvolto in una politica moralmente indegna ... Ma, nonostante non vi fosse un chiaro ordine di espulsione, gli attacchi di luglio ed ottobre [1948] furono caratterizzati da numerosissime espulsioni e brutalita' contro i civili palestinesi maggiori di quelle subite nella prima meta' della guerra". Benny Morris, "The Birth of the Palestinian Refugee Problem, 1947-1949"

I palestinesi non lasciarono volontariamente le loro case durante la guerra del 1948?

"La propaganda israeliana ha a lungo proclamato che l'esodo palestinese del 1948 fosse volontario. I circoli ufficiali implicitamente ammettono che la popolazione civile fu costretta ad andare via dalle azioni israeliane - sia direttamente, come nel caso di Lydda e Ramleh, che indirettamente, a causa del panico suscitato dalle orrende stragi di civili [massacro di Deir Yassin, ad esempio]. Comunque, nonostante il fatto che la verita' storica comincia a venir fuori, l'establishment israeliano rifiuta ancora di considerarsi responsabile politico e morale del problema dei profughi che, in realta', ha creato. Peretz Kidron, citato in "Blaming the Victims," ed. Said and Hitchens.

L'ordine arabo di evacuare e' inesistente

"La BBC ha monitorato tutte le trasmissioni dal Medioriente per tutto l'arco del 1948. Le registrazioni sono conservate al British Museum. Non vi e' un singolo ordine o appello o persino suggerimento di evacuare dalla Palestina da nessuna stazione radio araba, dentro e fuori la Palestina. Vi sono invece numerosi appelli arabi a resistere". Erskine Childers, ricercatore britannico, citato da Sami Hadawi, in" Bitter Harvest."

Pulizia etnica

"Non vi e' dubbio che la mira ultima di Ben Gurion fosse quella di cacciare quanti piu' palestinesi possibile dallo stato ebraico, ed utilizzo' numerosi mezzi per raggiungere tale scopo ... piu' decisamente, la distruzione di interi villaggi e l'espulsione dei suoi abitanti ... anche se non avevano partecipato alla guerra e, pur di restare nelle loro case, accettavano di vivere in Israele secondo uguaglianza, come promesso nella Dichiarazione d'Indipendenza". Scrittore israeliano Simha Flapan, "The Birth of Israel."

La distruzione deliberata dei villaggi per impedire il ritorno dei palestinesi

"Durante il maggio [1948] cominciarono a cristallizzarsi le idee su come consolidare e rendere permanente l'esilio dei palestinesi, e la distruzione dei villaggi fu immediatamente percepita come il mezzo piu' adatto a raggiungere questo scopo ... [piu' tardi], il 10 aprile, un'unita' dell'Haganah prese Abu Shusha ... il villaggio fu distrutto quella notte stessa ... Khulda fu livellato dai bulldozers il 20 aprile ... Abu Zureiq fu completamente demolito ... Al Mansi e al Naghnaghniya, a sud-est, furono anch'essi livellati ... Per la meta' del 1949 la maggioranza [dei 350 villaggi depopolati] erano o completamente o parzialmente distrutti e dunque inabitabili". Benny Morris, "The Birth of the Palestinian Refugee Problem, 1947-1949.

Perche' i palestinesi che potevano non fecero ritorno alle loro case, dopo la guerra?

"La prima risoluzione dell'Assemblea Generale delle N.U. - la 194 - che affermava il diritto dei palestinesi al ritorno nelle loro case e nelle loro proprieta' passo' l'11 dicembre 1948. Essa e' stata ribadita non meno di 28 volte da quella data. Mentre il diritto di una persona a tornare nel suo luogo di residenza e' riconosciuto ovunque, Israele ha negato la possibilita' del ritorno ... [e] ha reso sistematicamente e giuridicamente impossibile, a qualsiasi livello, ad ogni palestinese, di ritornare, di essere risarcito per le perdite subite o di vivere in Israele come cittadino uguale ad un ebreo di fronte alla legge". Edward Said, "The Question of Palestine."

Vi e' una qualche giustificazione per l’espropriazione delle terre?

"Il fatto che i civili palestinesi siano fuggiti in seguito ai massacri e' un fatto comune, che avviene normalmente in tutti i teatri di guerra, quando siano in grave pericolo le vite di donne, bambini, vecchi. Ma tutti sono sempre potuti tornare alle loro case a pericolo cessato. La conquista militare non abolisce i diritti privati alla proprieta', ne' da' ai vincitori il diritto di confiscare case, proprieta' ed effetti personali della popolazione civile non combattente. La confisca di tutti i beni palestinesi e' un oltraggio che non ha precedenti". Sami Hadawi, "Bitter Harvest."

E riguardo i negoziati dopo la guerra 1948-49?

"[A Losanna] Egitto, Siria, Libano ed i palestinesi cercarono di salvare mediante negoziati il salvabile - si rassegnarono ad uno stato sul territorio lasciato dalla partizione. Israele, invece ... [preferi'] l'armistizio ad una pace definita che avrebbe significato evacuare da parte della terra conquistata durante la guerra ed il rimpatrio dei profughi". Scrittore israeliano Simha Flapan, "The Birth Of Israel."

Israele rifiuta di obbedire alle condizioni imposte per il suo ingresso all'ONU

"La conferenza di Losanna fu aperta ufficialmente il 27 aprile 1949. Il 12 maggio la Commissione ONU di Conciliazione in Palestina siglo' il suo unico successo allorche' fu ingiunto alle parti di firmare un protocollo basato su una pace giusta ... Israele accetto' il principio del rimpatrio dei profughi e dell'internazionalizzazione di Gerusalemme ... [ma] lo fece come puro esercizio di pubbliche relazioni mirante a rafforzare l'immagine internazionale di Israele ... Walter Eytan, capo della delegazione israeliana, [stabili']: "Il mio obiettivo principale era quello di cominciare ad invalidare il protocollo del 12 maggio, firmato sotto la pressione della nostra lotta per essere ammessi alle Nazioni Unite. Il nostro rifiuto a firmare sarebbe stato immediatamente riportato al Segretario Generale ed a vari governi". Storico israeliano, Ilan Pappe, "The Making of the Arab-Israel Conflict, 1947-1951."

Ammissione di Israele alle Nazioni Unite

"Il preambolo della Risoluzione di ammissione includeva una clausola vincolante che diceva: "Ricordando la risoluzione del 29 novembre 1947 (sulla partizione) e dell'11 dicembre 1948 (sul risarcimento e le riparazioni), e dopo aver preso nota delle dichiarazioni e delle spiegazioni rilasciate dal rappresentante del governo israeliano di fronte ad una Commissione politica ad hoc in rispetto dell'osservanza delle risoluzioni succitate, l'Assemblea Generale ... decide di ammettere Israele come membro alle Nazioni Unite".
Si nota qui che vi e' una condizione, cioe' l'osservanza delle risoluzioni ONU menzionate. Non vi e' alcun accenno al fatto che l'osservanza di tali risoluzioni dovesse essere vincolata alla conclusione di una pace basata sui termini posti da Israele, come reclamarono in seguito gli israeliani per giustificare la loro inadempienza".
Sami Hadawi, "Bitter Harvest."

Quale fu il destino dei palestinesi divenuti profughi?

"L'inverno del 1949, il primo inverno d'esilio per oltre 750.000 palestinesi, fu duro e gelido ... Intere famiglie cercarono riparo in caverne, in rifugi abbandonati o in tende di fortuna ... Molti dei diseredati erano a pochi chilometri di distanza dai loro orti e giardini della Palestina occupata - il nuovo stato d'Israele ... Alla fine del 1949, le Nazioni Unite si mossero. Fu creata la UNRWA per costruire oltre sessanta campi profughi, e questa si industrio' per mantenere in vita i profughi, a stento". "Le nostre radici sono ancora vive" della People's Press Palestine Book Project.

LINKS per accedere ai capitoli  

1 - La storia antica della regione

2 - La Palestina sotto mandato britannico

3 - La Partizione della Palestina

5 - La guerra del 1967 e l'occupazione di Cisgiordania e Gaza

6 - La storia del terrorismo nella regione

7 - Criticismo ebraico del sionismo

8 - Considerazioni generali

9 - Links amici di coalizione

 

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