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Quale fu la reazione araba all'annuncio della creazione
dello stato d'Israele?
"Gli eserciti arabi entrarono immediatamente in guerra
dopo la creazione dello stato d'Israele. I combattimenti
continuarono quasi esclusivamente nel territorio
assegnato ai palestinesi ... Circa 700.000 persone
furono espulse durante il conflitto".
Noam Chomsky, "The Fateful
Triangle."
La
parte della Palestina assegnata ai sionisti era messa in
pericolo dagli eserciti arabi?
"La Lega Araba con difficolta' ordino' ai paesi membri
di inviare truppe regolari in Palestina. Ad essi fu
ingiunto di operare solo nelle parti della Palestina
assegnate agli arabi nel piano di spartizione. Queste
truppe non erano ben equipaggiate e mancavano di un
comando centrale in grado di coordinarne gli sforzi ...
[Il re di Giordania Abdallah] promise [ad Israele ed
agli inglesi] che le sue truppe, la Legione Araba, la
sola vera forza d'urto nell'esercito arabo, avrebbero
evitato di ingaggiare combattimenti con gli insediamenti
israeliani ... Eppure, molti storici occidentali lo
raccontano come il momento in cui il giovane stato
israeliano sbaraglio' gli eserciti di cinque paesi. In
realta' fu l'offensiva israeliana contro i palestinesi
ad essere intensificata".
"Our Roots Are Still Alive," by the Peoples Press
Palestine Book Project.
Pulizia etnica della popolazione palestinese
"Joseph Weitz era il direttore dello Jewish National
Land Fund ... Il 19 dicembre 1940, scrisse: "Deve essere
chiaro che in questo paese non vi e' posto per entrambi
i popoli ... L'impresa sionista e' stata efficace nel
suo tempo, ed ha contribuito all'acquisto di terre - ma
questo non ci portera' allo stato d'Israele; dobbiamo
venire tutti insieme, nella maniera della Salvazione
(che e' il segreto dell'idea messianica); e non c'e'
modo se non attraverso il trasferimento degli arabi da
qui ai paesi circostanti, il trasferimento di tutti;
tranne forse che Betlemme, Nazareth e Gerusalemme
vecchia, non dobbiamo lasciare un singolo villaggio in
piedi"... Ci sono, letteralmente, migliaia di
affermazioni come questa fatte da sionisti".
Edward Said, "The Question of
Palestine."
Pulizia etnica
"Dopo il 1936, nessun leader [sionista] riusciva a
concepire una futura coesistenza senza che vi fosse una
netta separazione fisica con i nativi, possibile solo
attraverso l'espulsione ed il "transfer". Pubblicamente,
continuavano a parlare di coesistenza e ad attribuire le
violenze ad un piccolo numero di zeloti e di agitatori.
Ma questa era una posa puramente pubblica ... Ben Gurion
riassume cosi': "Con un transfer forzato avremmo una
vasta area [per gli insediamenti] ... Io supporto il
transfer forzato. Non vi vedo nulla di immorale".
storico israeliano Benny Morris,
"Righteous Victims."
Pulizia etnica
"Ben Gurion voleva chiaramente che rimanesse il minore
numero possibile di arabi nel nuovo stato ebraico.
Sperava di vederli via tutti. Lo rivelo' ad amici e
colleghi durante gli incontri di agosto, settembre ed
ottobre [1948]. Ma non fu annunciata alcuna politica
generale di espulsione e Ben Gurion evito' sempre di
dare ordini chiari o scritti di espulsione; preferiva
che i suoi generali "capissero" cosa lui volesse che
fosse fatto. Voleva evitare di passare alla storia come
il "grande esecutore di pulizia etnica" e voleva che il
governo israeliano non fosse coinvolto in una politica
moralmente indegna ... Ma, nonostante non vi fosse un
chiaro ordine di espulsione, gli attacchi di luglio ed
ottobre [1948] furono caratterizzati da numerosissime
espulsioni e brutalita' contro i civili palestinesi
maggiori di quelle subite nella prima meta' della
guerra". Benny Morris, "The
Birth of the Palestinian Refugee Problem, 1947-1949"
I
palestinesi non lasciarono volontariamente le loro case
durante la guerra del 1948?
"La propaganda israeliana ha a lungo proclamato che
l'esodo palestinese del 1948 fosse volontario. I circoli
ufficiali implicitamente ammettono che la popolazione
civile fu costretta ad andare via dalle azioni
israeliane - sia direttamente, come nel caso di Lydda e
Ramleh, che indirettamente, a causa del panico suscitato
dalle orrende stragi di civili [massacro di Deir Yassin,
ad esempio]. Comunque, nonostante il fatto che la
verita' storica comincia a venir fuori, l'establishment
israeliano rifiuta ancora di considerarsi responsabile
politico e morale del problema dei profughi che, in
realta', ha creato. Peretz
Kidron, citato in "Blaming the Victims," ed. Said and
Hitchens.

L'ordine arabo di evacuare e' inesistente
"La BBC ha monitorato tutte le trasmissioni dal
Medioriente per tutto l'arco del 1948. Le registrazioni
sono conservate al British Museum. Non vi e' un singolo
ordine o appello o persino suggerimento di evacuare
dalla Palestina da nessuna stazione radio araba, dentro
e fuori la Palestina. Vi sono invece numerosi appelli
arabi a resistere". Erskine Childers, ricercatore britannico, citato da
Sami Hadawi, in" Bitter Harvest."
Pulizia etnica
"Non vi e' dubbio che la mira ultima di Ben Gurion fosse
quella di cacciare quanti piu' palestinesi possibile
dallo stato ebraico, ed utilizzo' numerosi mezzi per
raggiungere tale scopo ... piu' decisamente, la
distruzione di interi villaggi e l'espulsione dei suoi
abitanti ... anche se non avevano partecipato alla
guerra e, pur di restare nelle loro case, accettavano di
vivere in Israele secondo uguaglianza, come promesso
nella Dichiarazione d'Indipendenza".
Scrittore israeliano
Simha Flapan, "The Birth of Israel."
La
distruzione deliberata dei villaggi per impedire il
ritorno dei palestinesi
"Durante il maggio [1948] cominciarono a cristallizzarsi
le idee su come consolidare e rendere permanente
l'esilio dei palestinesi, e la distruzione dei villaggi
fu immediatamente percepita come il mezzo piu' adatto a
raggiungere questo scopo ... [piu' tardi], il 10 aprile,
un'unita' dell'Haganah prese Abu Shusha ... il villaggio
fu distrutto quella notte stessa ... Khulda fu livellato
dai bulldozers il 20 aprile ... Abu Zureiq fu
completamente demolito ... Al Mansi e al Naghnaghniya, a
sud-est, furono anch'essi livellati ... Per la meta' del
1949 la maggioranza [dei 350 villaggi depopolati] erano
o completamente o parzialmente distrutti e dunque
inabitabili". Benny Morris,
"The Birth of the Palestinian Refugee Problem,
1947-1949.

Perche' i palestinesi che potevano non fecero ritorno
alle loro case, dopo la guerra?
"La prima risoluzione dell'Assemblea Generale delle N.U.
- la 194 - che affermava il diritto dei palestinesi al
ritorno nelle loro case e nelle loro proprieta' passo'
l'11 dicembre 1948. Essa e' stata ribadita non meno di
28 volte da quella data. Mentre il diritto di una
persona a tornare nel suo luogo di residenza e'
riconosciuto ovunque, Israele ha negato la possibilita'
del ritorno ... [e] ha reso sistematicamente e
giuridicamente impossibile, a qualsiasi livello, ad ogni
palestinese, di ritornare, di essere risarcito per le
perdite subite o di vivere in Israele come cittadino
uguale ad un ebreo di fronte alla legge".
Edward Said, "The Question of
Palestine."
Vi
e' una qualche giustificazione per l’espropriazione
delle terre?
"Il fatto che i civili palestinesi siano fuggiti in
seguito ai massacri e' un fatto comune, che avviene
normalmente in tutti i teatri di guerra, quando siano in
grave pericolo le vite di donne, bambini, vecchi. Ma
tutti sono sempre potuti tornare alle loro case a
pericolo cessato. La conquista militare non abolisce i
diritti privati alla proprieta', ne' da' ai vincitori il
diritto di confiscare case, proprieta' ed effetti
personali della popolazione civile non combattente. La
confisca di tutti i beni palestinesi e' un oltraggio che
non ha precedenti". Sami
Hadawi, "Bitter Harvest."
E
riguardo i negoziati dopo la guerra 1948-49?
"[A Losanna] Egitto, Siria, Libano ed i palestinesi
cercarono di salvare mediante negoziati il salvabile -
si rassegnarono ad uno stato sul territorio lasciato
dalla partizione. Israele, invece ... [preferi']
l'armistizio ad una pace definita che avrebbe
significato evacuare da parte della terra conquistata
durante la guerra ed il rimpatrio dei profughi".
Scrittore israeliano Simha Flapan,
"The Birth Of Israel."
Israele rifiuta di obbedire alle condizioni imposte per
il suo ingresso all'ONU
"La conferenza di Losanna fu aperta ufficialmente il 27
aprile 1949. Il 12 maggio la Commissione ONU di
Conciliazione in Palestina siglo' il suo unico successo
allorche' fu ingiunto alle parti di firmare un
protocollo basato su una pace giusta ... Israele
accetto' il principio del rimpatrio dei profughi e
dell'internazionalizzazione di Gerusalemme ... [ma] lo
fece come puro esercizio di pubbliche relazioni mirante
a rafforzare l'immagine internazionale di Israele ...
Walter Eytan, capo della delegazione israeliana,
[stabili']: "Il mio obiettivo principale era quello di
cominciare ad invalidare il protocollo del 12 maggio,
firmato sotto la pressione della nostra lotta per essere
ammessi alle Nazioni Unite. Il nostro rifiuto a firmare
sarebbe stato immediatamente riportato al Segretario
Generale ed a vari governi".
Storico israeliano,
Ilan Pappe, "The Making of the Arab-Israel Conflict,
1947-1951."
Ammissione di Israele alle Nazioni Unite
"Il preambolo della Risoluzione di ammissione includeva
una clausola vincolante che diceva: "Ricordando la
risoluzione del 29 novembre 1947 (sulla partizione) e
dell'11 dicembre 1948 (sul risarcimento e le
riparazioni), e dopo aver preso nota delle dichiarazioni
e delle spiegazioni rilasciate dal rappresentante del
governo israeliano di fronte ad una Commissione politica
ad hoc in rispetto dell'osservanza delle risoluzioni
succitate, l'Assemblea Generale ... decide di ammettere
Israele come membro alle Nazioni Unite".
Si nota qui che vi e' una condizione, cioe' l'osservanza
delle risoluzioni ONU menzionate. Non vi e' alcun
accenno al fatto che l'osservanza di tali risoluzioni
dovesse essere vincolata alla conclusione di una pace
basata sui termini posti da Israele, come reclamarono in
seguito gli israeliani per giustificare la loro
inadempienza". Sami Hadawi,
"Bitter Harvest."

Quale fu il destino dei palestinesi divenuti profughi?
"L'inverno del 1949, il primo inverno d'esilio per oltre
750.000 palestinesi, fu duro e gelido ... Intere
famiglie cercarono riparo in caverne, in rifugi
abbandonati o in tende di fortuna ... Molti dei
diseredati erano a pochi chilometri di distanza dai loro
orti e giardini della Palestina occupata - il nuovo
stato d'Israele ... Alla fine del 1949, le Nazioni Unite
si mossero. Fu creata la UNRWA per costruire oltre
sessanta campi profughi, e questa si industrio' per
mantenere in vita i profughi, a stento".
"Le
nostre radici sono ancora vive" della
People's Press Palestine Book Project.
LINKS per accedere ai capitoli
1 - La
storia antica
della regione
2 - La
Palestina sotto
mandato britannico
3 - La
Partizione della
Palestina
5 - La
guerra del 1967
e l'occupazione di Cisgiordania e Gaza
6 - La
storia del
terrorismo nella
regione
7
-
Criticismo ebraico
del sionismo
8
-
Considerazioni generali
9
- Links amici di coalizione
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