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Anno IV,  Comunicato del 30 giugno 2009

 
     
 

QUESTA Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tuttE le dichiarazioni degli autori

nei testi citati, reputa che esse siano comunque UTILi fonti di informazione, testimonianza e riflessione.

Non omologati in nessuno schieramento e in rispetto di quella libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo IRRINUNCIABILE E giustO dare spazio a MOLTE voci del dissenso, ALTROVE NEGATE.

 
 

 

 

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

di Luca Zavoretti

 

 

 

Da circa 2-3 settimane assistiamo ad una vera e propria campagna mediatica sulle elezioni in Iran. Televisioni, stampa, internet e radio sono scatenate nel fornire continui aggiornamenti sulla tragica situazione iraniana e sulle vittime del “regime degli ayatollah” guidato dal “dittatore ahminejad. Tutto questo gridando allo “scandaloso attaco alle basilari leggi della democrazia” e allo “spregio dei diritti umani”.

 

Perfino il G8, oltre alle onnipresenti ONG di varia natura, ha fatto sentire il proprio richiamo ufficiale all’Iran per un cessare delle violenze, subito affiancato dall’immancabile intervento del presidente degli Stati Uniti,  di quella che i mass-media occidentali considerano la maggior democrazia del mondo.

 

Lungi da me entrare nel merito della questione interna dell’Iran; trovo tuttavia curioso ma non casuale l’enorme mole di messaggi unidirezionali lanciati dai mass-media mondiali,  il tono e l’attento uso di terminologie che vi sono contenuti.

(In primo luogo il giudizio nel merito: i mezzi di comunicazione occidentali parlano esplicitamente di bagno di sangue subito dai manifestanti modwerati da parte delle milizie del dittatore ahminegiad. (In secondo luogo la copertura mediatica data all’evento. Terzo e non ultimo il pulpito dal quale arrivano le prediche.)

 

 Fin dal primo istante si è parlato con certezza  di brogli quasi a voler legittimare le manifestazioni di piazza. Commentatori politici televisivi e della carta stampata ed uomini dei governi occidentali, quasi all’unisono, come guidati da uno spartito superiore, hanno spinto e sostenuto la teoria dei brogli; come se Ahminejad non potesse per qualche motivo misterioso essere rieletto.

 

Perfino Obama che in un primo momento aveva dichiarato di non voler intromettersi nelle faccende interne iraniane, si è poi subito allineato ai colleghi europei quando qualcuno (?) gli ha ricordato lo spartito.

 

Certo è che le democrazie occidentali non possono accettare un risultato che esse riconoscono falsato anche se non ne hanno ancora le prove tuttavia per il pensiero superiore ( a stelle e strisce) legittimato dall’unica autorità morale ed intellettuale superiore ( quella ebraica ) spesso le prove sono una inutile perdita di tempo e così potrebbero fare come già fecero con Hamas quando vinse le elezioni  e cioè tentando di armare un golpe e all’indomani del fallimento di questo,  attaccare militarmente. Staremo a vedere.

 

Anche la terminologia usata per descrivere la situazione è studiata ad arte per creare uno stato di ansia in chi ascolta o legge le notizie, tuttavia di questo “bagno di sangue” volto a coprire i “brogli elettorali del dittatore islamico che fa” orripilare ed indignare” il presidente Obama, non si hanno cifre a disposizione.

 

 Le stesse immagini circolanti su internet e trasmesse dalle televisioni sono di quantomeno dubbia provenienza (perfino la BBC ha dovuto scusarsi pubblicamente per aver spacciato immagini di sostenitori di Ahminejad come fans del moderato Mussawi). E poi resta il fatto che questo” bagno di sangue” che ferisce la democrazia non è quantificato.

 

 Senza dimenticare che sparare sui manifestanti è certamente un azione di pessimo gusto indipendentemente dal numero dei morti causati, mi chiedo se il presidente Obama non si orripili ed indigni quando in questi giorni i droni americani uccidono 84 civili nel sud del Pakistan raggiungendo così la cifra di 340 vittime innocenti negli ultimi mesi. Il tutto nell’indifferenza dei meass media europei.

 

Ma si sa, ci sono vittime e vittime. E ci sono carnefici e carnefici. Ve ne sono alcune centinaia di recente produzione israeliana che sono passati sotto quasi indifferenza rispetto alla risonanza mondiale dei fatti iraniani.

 

Mi riferisco alle vittime dell’ultimo attacco dell’unica democrazia in medio oriente, Israele: 1.440 vittime ufficiali, di cui 431 bambini e 114 donne, centinaia di migliaia di senza tetto ed il tutto condito da 75 tonnellate di uranio impoverito che faranno migliaia di morti negli anni a venire ma in modo correttamente democratico.

 

Per questo eccidio ( non so se possiamo chiamarlo bagno di sangue) non c’è stato neanche una parte infinitesimale della copertura mediatica riservata alla manifestazioni in Iran.

I giornali e le televisioni continuano a fornirci una verità confezionata ad uso e consumo delle politiche Usraeliane, per legittimare le azioni stesse che invece vogliono condannare quando sono attuate da altri e non sono funzionali al Sionismo mondiale.

La situazione non è semplice.

 

Il potere di influenza dei mezzi di comunicazione sulle società moderne è enorme e la quasi totalità di questi è in mano al giudaismo. La tendenza, inoltre, è quella di acuire maggiormente l’ operazione di convincimento sulla popolazione cristiana riguardo il presupposto di correttezza delle azioni israeliane; è il Jerusalem Post in un articolo del 15 giugno a farcelo sapere. Nel testo si afferma chiaramente che il crollo dei consensi mondiali intorno ad Israele e le sue azioni non è causato dall’orrore che provocano ma nella imperfetta campagna di maketing che le accompagna; infatti riguardo ai fatti di Gaza non sono i morti innocenti, l’utilizzo di armi non convenzionali  come su cavie umane e il disprezzo per ogni elementare sentimento di pietà umana ad aver causato le antipatie dei Gentili. Niente di tutto questo, piuttosto l’errato nome dato all’operazione: Piombo Colato (cast lead ). Il piombo fa pensare a qualcosa di velenoso, nocivo; questa la conclusione del giornalista ebreo.

 

Quindi basterà  migliorare i sistemi di comunicazione non già cessare le azioni da assassini, e i nostri mass media saranno prontissimi a servire allo scopo.

La situazione non è semplice, lo ripeto. Il nemico è forte ed organizzato e lo sconforto può aumentare in noi.

 

Poi, come spesso accade, oggi ho trovato un motivo di speranza. Un messaggio di coraggio e di fede. Era contenuto nel Vangelo di Luca (5, I-II) letto nella S. Messa di oggi.

La parabola narra di come N. S. Gesù Cristo invitò Simon Pietro a gettare le reti da pesca in acqua dopo che questi non aveva pescato nulla per tutta la notte; Simon Pietro fece atto di fede e tirò a bordo tanto di quel pesce da rovesciare la barca. Egli immediatamente riconobbe il proprio stato di umano peccatore ed essere imperfetto capendo che solo attraverso la volontà di Dio esiste la possibilità di fare opere buone per l’essere umano. Diventò così pescatore di uomini, secondo la volontà di N. S. Gesù Cristo.

 

Il pensiero che domina la Messa di questa domenica è dunque la fiducia in Dio in mezzo alle lotte ed alle sofferenze di questa vita.

Organi di informazione come Terrasantalibera sono atti di fede di chi li scrive e li crea, testimoniano l’opera, la battaglia per l’affermazione della Verità in Terra Santa e da lì in tutto il mondo. Perché è questa la Volonta di Nostro Signore.

 

Traiamo quindi la forza per affrontare la battaglia, alimentiamo la fiducia in Dio e attraverso Lui, la Verità.

 

Mi congedo con il Salmo della Messa di oggi, che possa ispirare ognuno di noi e chi non trova eco alle propria grida.

“Il Signore è la mia luce e la mia salvezza, chi ho da temere? Il Signore è il difensore della mia vita, chi potrà farmi tremare?I nemici che mi perseguitano, vacillano e cadono. Se anche mi si accampasse contro un esercito, il mio cuore non tremerebbe. Gloria al Padre.

 

Link : http://www.terrasantalibera.org/LucaZavoretti_silenzio_innocenti.htm

 

 

 
 

 

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