Gianfranco Fini vuole diventare Presidente della Repubblica, e per
questo si è messo a fare il “laico”, sperando di allargare la platea
dei suoi sostenitori, anche a sinistra (ma poi a destra lo
voteranno?).
Paola Binetti, sabato, gli ha scritto una lettera aperta, ricordando
una lettera che Fini aveva scritto al Corriere della Sera dieci anni
fa.
Di
seguito potete leggere l’articolo e la lettera di Fini, un Fini
vecchia maniera, potremmo dire versione 1.0. Molto interessante, da
leggere tutta.
Sia chiaro: il
problema non è cambiare idea. Ma se un personaggio pubblico la
cambia così radicalmente in poco tempo, dovrebbe innanzitutto spiegare
il percorso che ha seguito, far capire per quale motivo adesso dice
l’opposto di quello che diceva pochi anni fa: insomma, non può far
finta di niente, e di punto in bianco fare una giravolta di 180 gradi,
senza spiegare niente, altrimenti è ovvio per tutti noi pensare che
non crede a quel che dice, ma che fa solo quello che ritiene utile
alla sua carriera personale (ammesso e non concesso che poi veramente
gli convenga).
Avv. A.C.
Dal sito de Il Corriere della Sera
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(2 febbraio 1999) - Corriere della Sera
Procreazione assistita
Una lettera di Fini
“Niente
donazione alle coppie di fatto”
Procreazione assistita Una lettera di Fini “Niente
donazione alle coppie di fatto”
Caro
direttore,
la legge
sulla procreazione assistita è attesa da anni per mettere ordine negli
interventi genetici sulle cellule germinali; per evitare i casi delle
mamme - nonne, o peggio le ipotesi di realizzazione di monstra o di
clonazioni; in definitiva, per regolamentare in modo certo il
concepimento non naturale.
Com’ è noto,
gli articoli che vengono sottoposti al voto dei deputati, dopo l’
approvazione con un ristretto margine dalla commissione Affari
sociali, consentono la procreazione eterologa, cioè con i gameti di
“donatori” estranei alla coppia, la ammettono anche tra le coppie di
fatto, e tutelano l’ embrione in modo subordinato rispetto agli altri
soggetti che intervengono nel procedimento.
Si tratta di
soluzioni che Alleanza nazionale non condivide: per questo, unitamente
ad altri deputati del Polo, ha presentato degli emendamenti tesi a
permettere l’accesso alle tecniche soltanto alle coppie di coniugati,
a impedire la “donazione” di gameti estranei alla coppia, a impiantare
un numero di embrioni corrispondenti a quelli che dovranno nascere, a
vietare la sperimentazione sui nascituri.
Questa
posizione non deriva da suggestioni confessionali, dal momento che non
è la fede ma la natura che affida a un atto personale e cosciente la
trasmissione della vita. La natura ha a sua volta un’ eco
significativa nella Costituzione, che all’ art. 30 riconosce la
collocazione naturale dei figli all’ interno della famiglia e all’
art. 29 descrive la famiglia come la società naturale fondata sul
matrimonio.
L’ INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI AN Fini: no a genitori
con legami occasionali
“La
convivenza non può essere equiparata per tutto alla famiglia Il figlio
non è un oggetto da acquisire ad ogni costo ma un soggetto da amare e
al quale offrire garanzie” .
Ciò non
significa discriminare le convivenze: significa che la convivenza non
può essere equiparata, in tutto e per tutto, alla famiglia, così come
è descritta dalla Costituzione. Se può accadere che un figlio non viva
con il padre o con la madre per ragioni accidentali, come la morte di
uno dei coniugi, o la separazione o il divorzio, questo non vuol dire
che si possa programmare in anticipo un legame fra i genitori
frammentario e occasionale: il figlio non è un “oggetto” da acquisire
a ogni costo, ma è un “soggetto”, da rispettare e da amare, e al quale
garantire, per legge di natura espressamente riconosciuta dalla Carta
costituzionale (art. 30), quel mantenimento e quell’ educazione che
soltanto il padre e la madre insieme, in virtù di un legame stabile,
sono in grado di assicurare.
La
fecondazione eterologa incontra riserve ancora maggiori. Quando vi è
la donazione del seme o dell’ ovulo (o di entrambi) da parte di
soggetti estranei alla coppia, la figura dei genitori si scinde dalla
figura dei coniugi: essere genitori non equivale, o equivale solo in
parte, a essere coniugi. La struttura familiare viene spezzata e la
stessa identità del concepito è compromessa, dal momento che costui
finisce per avere una identità biologica che non coincide con quella
sociale. Poiché ciascuno di noi ha il diritto di sapere di chi è
figlio, quando il soggetto nato da eterologa conosce le modalità con
le quali è venuto al mondo, incontra serie difficoltà nel rapporto con
i genitori, uno dei quali, almeno, è putativo, mentre il donatore
resta ignoto.
Va infine
tutelata la vita umana dal concepimento, impedendo la distruzione
degli embrioni: è imminente la ricorrenza della Giornata per la vita,
che si celebra da oltre vent’ anni per iniziativa della Conferenza
episcopale italiana, al fine di richiamare l’attenzione di tutti sui
temi dell’ accoglienza del nascituro e dell’ aiuto alla gestante.
Alleanza
nazionale si unisce a questa celebrazione con un convegno europeo che
si svolgerà sabato prossimo ad Assisi con la partecipazione di
rappresentanti dei movimenti per la vita e di politici di altre
nazioni europee particolarmente impegnati su questo fronte: il
riconoscimento che l’ uomo è persona fin dal primo istante, e come
tale non è strumentalizzabile da nessuno e per nessun motivo, deve
diventare una base comune di condivisione per l’ intera Europa,
partendo dall’ Italia.
Mi auguro che
il voto inizi realmente oggi, e che si concluda nei prossimi giorni
senza ritardi: è ben strano che la discussione alla Camera si sia
aperta nel luglio dello scorso anno e non sia più ripresa. Buona parte
della sinistra preferisce l’ anarchia normativa a una regolamentazione
seria: la prospettiva che ai voti del Polo si sommino quelli dei
Popolari, di parte della Lega e di altri deputati non obbedienti a
logiche di schieramento, e che quindi sia approvata una buona legge,
rende possibili ulteriori tentativi di insabbiamento. Alleanza
nazionale è pronta a denunciarli con forza: un Parlamento che intenda
assumere fino in fondo le sue responsabilità non può più assecondare
acriticamente il trionfo della tecnica, ne’ stendere tappeti alla
sperimentazione senza limiti, ma deve preoccuparsi di aiutare in
concreto l’ uomo e la donna che soffrono, fissando precisi paletti
normativi per far sì che il progresso scientifico non sia antitetico
alla persona, ma contribuisca ad alleviarne il dolore.
Mi auguro
pure che, benché per questo tipo di leggi il Regolamento della Camera
consenta il voto segreto, nessuno lo chieda: su temi di tale
delicatezza, in base ai quali si forma il giudizio degli elettori, gli
italiani hanno il diritto di conoscere con chiarezza quali scelte
operano i propri rappresentanti. Invocare, a sostegno del voto
segreto, la tutela della libertà di coscienza suona ipocrita; è noto
che, se fossero approvati gli emendamenti del Polo, cesserebbero gli
affari multimiliardari di chi finora ha approfittato del Far West
della biogenetica: non e’ il caso di lasciare alle lobby spazi di
manovra che traggano profitto da un voto anonimo.
Gianfranco
Fini * presidente di Alleanza Nazionale
Segnalazione del Canonico Francesco
Peggi
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